17 maggio 2006


I denti d'oro da noi sono quasi un ricordo del passato, ma qui sono sinonimo di benessere, soprattutto se si tratta dei denti di fronte.

15 maggio 2006

FACCIAMO GLI ALTERNATIVI

I "terribili due" (intesi come anni) si sono rivelati meno catastrofici del previsto per la famiglia Olmsted. Sebastian limita le scenate sul pavimento alle richieste di latte nel biberon -- ha una irreversibile dipendenza da latte -- quando sa benissimo che a parte appena sveglio e prima di andare a letto deve bere dal bicchiere.
Per il resto i capricci sono pressoche' inesistenti. L'unica modifica nel comportamento arrivata con il compimento dei due anni sta nelle scelte di usi alternativi per gli oggetti. Una cosa comune nei bimbi pare, ma che a me sembra tanto derivi da Matt!

Chi l'ha detto che la pittura si mette solo sulla carta? Nulla vieta di dipingersi la pancia...

... e i piedi.

Ora che il pannolino lo metto solo per andare a dormire troviamogli un'altra funzione!

12 maggio 2006

ATOLLO ALLE MARSHALLS

Volando sopra le Isole Marshalls qualche settimana fa ho avuto l'opportunita' non soli di fotografare un paio di atolli, ma anche di vederne uno proprio strano, con ben due lagune. Nonostante le oltre duemila isole e atolli che formano la Micronesia, i viaggi sopra questa parte di Oceano Pacifico non offrono grandi panorami: gli aerei volano troppo in alto e la maggior parte delle terre emerse qui non sono che sottilissime striscie di roccia. Ma quella volta sono stata particolarmente fortunata e nonostante le nuvole le foto sono riuscite bene.

Uno strano atollo a forma di "8", con ben due lagune.

Con la bassa marea la barriera corallina sembra una lunga striscia di sabbia.

Si vedono un paio di casette...

Il biglietto d'auguri per zia Lucia.

10 maggio 2006

L'UFFICIO


L'edificio che ospita il nostro ufficio visto dalla strada principale.

Il Moylan Insurance Building, uno degli edifici principali di Kolonia, la principale "cittadina" della Micronesia. Durante i giorni lavorativi il parcheggio e' pieno di macchine. Il nostro ufficio e' al primo piano, la seconda porta da sinistra nella foto.

Il Bancomat sotto il nostro ufficio e' l'unico in tutti gli Stati Federati della Micronesia. L'unico in circa 2,5 milioni di kilometri quadrati!!!! Come tutti i suoi colleghi in giro per il mondo, quando gli capita di non funzionare mostra una scritta sul video che dice di "recarsi presso un altro sportello Bancomat". Ah ah, divertente! Il piu' vicino sta a quattro ore d'aereo!

05 maggio 2006

SEBASTIAN

Ormai ha quasi 2 anni e 1/2!

Sonnellino Micronesiano: nudo e sul pavimento (inizialmente stava sull'enorme cuscino ma poi e' rotolato giu'). Da notare la pudicizia europea tuttavia: nonostante il sonno profondo ha posizionato l'inseparabile Rino in posizione strategica.

Con le scarpe da surf di papa'.

I GRANCHI DELLE MANGROVIE

Quando dico alla gente in visita a Pohnpei che le "Giant Mangrove Crabs", i granchi giganti delle mangrovie, sono enormi nessuno si rende veramente conto di quanto grandi in effetti siano. La foto sotto mostra una chela che mi sono mangiata qualche settimana fa. Ho rinunciato all'altra chela e al corpo perche' non ce l'avrei mai fatta. Costo al mercato dell'intero granchio? Uno di queste dimensioni costa circa 6 Euro! Devono essere l'unica cosa non costosa a Pohnpei e non capisco veramente come mai, perche' i granchi si catturano a mano... Il che significa che qualcuno passa il suo tempo nel sottobosco melmoso tra le mangrovie cacciando la sua mano dentro le tane dei granchi. E una chela del genere puo' tranciare un dito di netto.

Chela di granchio. C'e' abbastanza polpa da sfamare una persona. Notare le dimensioni rispetto alla forchetta!

04 maggio 2006

Viaggio a Bali

Lo so, lo so, lo so, questo non lo dovrei fare... Raccontare di viaggi va bene, ma raccontare di avere un lavoro che ti manda per 10 giorni in quel paradiso che e' Bali e' veramente scorretto. Mi scuso con quelli che si sognano le ferie da mesi... Vi consola sapere che non ho fatto altro che lavorare a Bali? Nove ore al giorni di riunioni-pianificazioni-gruppi di lavoro-progetti che mi hanno lasciato ben poca energia. La mattina presto o la sera verso il tramonto, tuttavia, uscivo armata di macchina fotografica per un giro nei dintorni dello splendido albergo che ci ospitava.
Invece degli affollati e antipatici centri del turismo internazionale, The Nature Conservancy ha come sempre optato per la natura, e cosi' 27 di noi da 14 paesi si sono ritrovati tra i campi di riso e la foresta tropicale nella splendida cittadina di Ubud.
Solo una volta - un paio d'ore prima di ripartire - siamo andati in un elegante bar sulla spiaggia e ci siamo mescolati ai turisti. Dopo giorni di immersione nella tollerante e delicata cultura balinese e' stato un po' uno shock ritrovarsi tra europei e americani in minigonne e scarpe da ginnastica. Ma piu' ancora e' stato sentire dalla mia amica e collega Tri Soekerman -- indonesiana figlia di diplomatici cresciuta in giro per il mondo, una che non si scandalizza certo facilmente -- che a Bali c'e' un'espressione che si traduce "il periodo degli italiani". Sono i mesi da giugno a settembre, quando i miei connazionali prendono le ferie e vengono qui insieme a migliaia di altri turisti, ma distinguendosi da tutti gli altri andando in giro mezzi nudi/nude in un paese dove mostrare le ginocchia e' considerato osceno. E rifiutandosi di coprirsi quando richiesto. Dio come mi sono vergognata...

Il tetto dei nostri alloggi nello splendido Anahata Resort a Ubud, la zono piu' artistica di Bali e quella che ha mantenuto un carattere ancora tutto locale.

La mini-piscina fuori dalla porta della mia camera. Dopo le bombe il turismo a Bali e' diminuito sensibilmente e cosi' pure i prezzi.

Qualche gazebo seminascosto nella folta vegetazione...

La piscina. Il giardino continuava fino alla fine della valle, dove il fiume scorreva in uno strettissimo canalone dalle pareti rocciose coperte di muschio. 248 i gradoni per raggiungerlo!

La sala riunioni "zen" come l'abbiamo definita il primo giorno. Quadrata, simmetrica, con un soffitto spettacolare e tre enormi finestre per lato, la sala si affaccia su una stupenda foresta tropicale intervallata da terrazze coltivate a riso. La bellezza tuttavia ha solo alleviato il fatto che abbiamo passato 9 ore al giorno qui dentro per otto giorni di fila.

La sala riunioni era coperta da uno spettacolare soffitto di legno e canne di bambu' lunghe almeno una quindicina di metri.

Le offerte agli dei nella religione indu' si mettono letteralmente ovunque: davanti alle porte dei negozi e delle case, per strada, nei ristoranti. Gli dei sono esigenti e l'offerta deve essere esteticamente bella. Le piu' semplici sono fatte di palme intrecciate come un cestino e riempite di fiori e incenso. Questa sta in mezzo ad un campo di riso...

... e questo sta all'interno del pulmino che ci portava in giro.

La musica a Bali suona quasi come un'orchestra che sta provando... e ha bisogno di fare ancora pratica. Ma dopo un po' ci si fa l'orecchio. Le orghestre hanno generalmente dai 25 ai 50 musicisti.

Le danze sono tutto un movimento d'occhi e collo. Difficilissime!

Grazia e grande espressivita' attraverso gli occhi e le mani caratterizzano le danze locali.

Come in ogni altra parte del mondo, i bambini a Bali sono bellissimi, allegri e curiosi. Queste bambine stavano giocando davanti alla scuola.

Uno sguardo incuriosito dalla finestra della scuola...

Questi due, incontrati in un'isolata strada in mezzo ai campi di riso, ci stavano prendendo in giro (ecco perche' uno sta bisbigliando qualcosa all'altro).

Il mare intorno a Bali. Nonostante si trovi all'interno del "Triangolo d'Oro", l'area con la piu' alta concentrazione di barriere coralline al mondo, il mare mi ha parecchio deluso. Troppo turismo credo.

03 maggio 2006


La rupia balinese richiede un po' di calcoli: qui ci sentiamo milionari avendo appena ritirato soldi dal bancomat. Purtroppo 50.000 rupie equivalgono a circa 3 Euro!

Le case balinesi sono tutte circondate da un muro e orientate secondo l'asse nord-sud (con il cancello a sud ed il tempio di casa a nord). All'interno di questo recinto rettangolare vi sono i vari edifici che formano la casa, separati l'uno dall'altro dai bei giardini. La notte che sono arrivata ho scambiato le case per cimiteri per via del muro, tranne poi rendermi conto che 1) c'erano un cimitero dopo l'altro, 2) gli indu' cremano i morti, non li seppelliscono!

I balinesi sono degli intagliatori di legno assolutamente fantastici. Ogni cosa che producono e' un capolavoro.

All'interno di ogni cortile la famiglia balinese costruisce il proprio tempio indu. Questo e' il tetto addobbato per la festa.

Il combattimento dei galli e' un'antica tradizione balinese a cui gli uomini si dedicano con orgoglio.

I campi di riso vicino al nostro albergo. Gli alberi nello sfondo indicano la presenza di una stretta valle troppo ripida per creare terrazzamenti. Il nostro albergo si trovava proprio ai bordi di una vallata simile.

Lontano dalle masse di turisti, i campi di riso e le magnifiche terrazze artificiali dominano il paesaggio. Il sofisticatissimo sistema di irrigazione e di diritti di accesso all'acqua e' vecchio di secoli

I preziosi chicchi di riso.

Quando il riso viene tagliato - ma prima che i campi vengano bruciati - le anatre passano le giornate in cerca di cibo.

E' bellissimo la sera vedere le anatre lasciare i campi di riso e camminare insieme verso le rispettive case.

20 aprile 2006

AI PESCI PIACE IL FORMAGGIO

Al mio ritorno la famigliola finalmente riunita - tra i miei viaggi e quelli di Matt siamo stati insieme 36 ore in 6 settimane!!! - ha deciso che un mini picnic al tramonto era proprio quello che ci voleva per festeggiare. E mentre sorseggiavamo e mangiucchiavamo ai bordi della laguna Sebastian ha dato tutto il suo formaggio ai pesci. Che se lo sono letteralmente divorato. Hanno ignorato i miei pezzi di pane e di cracker, ma il formaggio li ha conquistati, per la grande gioia del piccolo. Matt dice che con certi pesci il formaggio si usa come esca, ma sto ancora cercando di capire se mi sta prendendo in giro...

Aperitivo al tramonto

A pesca con il formaggio...

I pesci ci sono (anche se non si vedono bene)!

19 aprile 2006

ELICOTTERI A POHNPEI

Non mi era mai capitato di sentire il rumore piuttosto familiare di un elicottero che atterra qui a Pohnpei. Ma al mio arrivo all'aeroporto la scorsa settimana ho trovato questa sorpresa... mi hanno subito fatto pensare a quanto sarebbe bello se Gianni potesse venire qui e si andasse tutti in giro svolazzando sopra foreste tropicali e atolli.

Per una volta l'aeroporto sembra avere un sacco di traffico aereo.

15 aprile 2006

FOTO AEREA DELL'AEREO

Durante il volo di ritorno da Honolulu a Pohnpei sono riuscita a fare delle foto niente male dall'aereo. Le mettero' nel blog tra qualche giorno. La mia preferita pero' merita una menzione a parte. E' una foto dll'ombra del mio aereo mentre curva sopra la barriera corallina di Pohnpei e si prepara all'atterraggio.

43 ore dopo aver lasciato Chicago finalmente arrivo a Pohnpei.

A CHICAGO RIABBRACCIO LA PANTERONA!!!

Dopo Austin, la conferenza e le traversie del visto per l'Indonesia, sabato mattina mi imbarco per Chicago al dichiarato scopo di (in ordine di importanza lavorativa, non personale):
1) incontrare un paio di donors (come diavolo si traduce donors in italiano? donatori? suona malissimo...)
2) rivedere il direttore di The Nature Conservancy in Illinois e la sua famiglia che l'hanno scorso hanno passato due mesi in Micronesia
3) riabbracciare la mia adorata coinquilina del corso per peacekeepers di Pisa: la mitica Annamaria Pastore, universalmente nota come "la Panterona".
Chicago mi accoglie meglio del previsto, con un gelido venticello rimasto dai mesi a temperature polari che pero' lascia spazio ad un paio di meravigliose giornate primaverili.
Bruce Boyd e la sua famiglia mi ospitano nella loro bella casa tra i boschi fuori Chicago e dopo l'esperienza micronesiana sanno esattamente di cosa ho bisogno: nutrimento per il fisico e la mente. Il primo si materializza in cene in ottimi ristoranti e favolose colazioni a base di yogurt e fragole fresche. Il nutrimento per la mente arriva sotto forma di biglietti per un fantastico spettacolo della Hubbard Street Dance, una visita allo spettacolare ed enorme Botanic Garden, un giro per il Millennium Park e tante conversazioni interessanti.
L'ufficio di The Nature Conservancy a Chicago sta in una posizione fantastica, proprio di fronte al lago e ad un vasto spazio aperto che fino a qualche anno fa era un enorme e deprimente parchieggio e che ora e' quella meraviglia chiamata Millennium Park. Dalle finestre dell'ufficio si vedono i giardini (ancora spogli vista la stagione) e le opere d'arte che sono gia' diventate parte integrante della vita degli abitanti di Chicago, tra cui il Pritzker Pavillion, l'enorme spazio aperto per concerti creato dal quel genio di Frank Gehry (l'architetto del Museo Guggenheim di Bilbao), e il Claud Gate, opera dell'artista britannico Anish Kapoor, l'enorme scultura a forma di fagiolo (da cui il soprannome Bean oppure Jelly Bean) che riflette tutti i grattacieli della citta'.
Dopo anni di vagabondaggi tra il Kosovo, e l'Africa, la Panterona e suo marito Nahad sono arrivati a Chicago qualche anno fa. Ritrovarci e' stato come fare un salto indietro a Pisa. Annamaria e' sempre la stessa, sempre in bilico tra Broadway e le Nazioni Unite, tre secondi dopo averla abbracciata stavo gia' ridendo come una matta. Purtroppo non c'e' stato proprio tempo di ciaccolare per bene ed entrambe necessitiamo di un altro incontro senza distrazioni. Tra i miei impegni e i suoi (multipli, come al solito -- lavora per il Rotary International e insegna Human Rights and Health alla Northwestern University) siamo riuscite a passare solo poche ore insieme. Bruce e Beth sono rimasti assolutamente affascinate da lei e Nahad, e innumerevoli domande sono rimaste in lista d'attesa, incluse quelle sul nuovo papa, che Annamaria conosce dai tempi del suo lavoro alla sala stampa del Vaticano. Se solo potessero venire a trovarci in Micronesia!!!


Per i Peacekeepers sparpagliati in mezzo mondo, ecco le coinquiline riunite in quel di Chicago davanti al gigantesco Jelly Bean!

Il Millennium Park visto dall'ufficio di The Nature Conservancy.

10 aprile 2006

AUGURI DA SEBASTIAN

Ecco il biglietto di auguri che Sebi ha preparato per il recente compleanno dello zio Gianni.

Happy Birthday!

DOVE STA LA MICRONESIA???

Per il mio prossimo (e ultimo per un po') viaggio devo procurarmi un Business Visa. Destinazione: Bali, Indonesia. Visto che non ho nessuna intenzione di spedire il mio passaporto in giro per le ambasciate indonesiane di mezzo mondo mentre sto a Pohnpei, ho contattato il consolato dell'Indonesia che sta ad Houston, in Texas e chiesto se potevano farmi il visto mentre ero negli Stati Uniti.
Loro hanno detto di si, io ho spedito via Fed Ex tutta la documentazione e il mio passaporto appena arrivata in Texas per la conferenza e naturalmente le cose hanno cominciato a prendere una piega sbagliata. I dettagli sono inutili ma la conclusione e' che io sono ancora senza visto. La responsabile del consolato, insistendo di avermi detto al telefono che solo l'ambasciata di Washington poteva farmi il visto ha concluso la telefonata cosi':

" Beh, lei e' italiana e la Micronesia sta in Europa, quindi dovrebbe richiedere il visto in Europa"!

La povera donna si e' cocciutamente rifiutata di credere che la Micronesia sta di fianco all'Indonesia e mi ha quasi sbattuto giu' il telefono.
Se c'e' qualcuno in grado di mette a dura prova la pazienza di Giobbe e allo stesso tempo ti costringe ad essere supereducato e accomodante e' un diplomatico di un paese in via di sviluppo che ha in mano il tuo passaporto mentre tu stai a centinaia di chilometri di distanza in un paese che non e' nemmeno il tuo!

I PIPPISTRELLI DI AUSTIN


Pippistrelli nella notte

08 aprile 2006

AUSTIN, TEXAS

Chi l'avrebbe mai detto che avrei trovato un angolo di Texas piacevole... Famoso per essere uno stato ultra-conservatore e regno della famiglia Bush, il Texas mi ha accolto all'aeroporto George Bush di Houston con poster giganti di George jr e Laura, cappelli da cow boy ovunque e una serie notevole di librerie piene fino all'inverosimile di libri piuttosto di parte - incluso un bestseller intitolato "The Bush Family Cookbook". Tenendo conto che l'attuale Presidente confessa di avere gusti limitatissimi in fatto di cibo, mi chiedo cosa contengano le 200 e passa pagine. Mah...
Stato con la piu' alta percentuale di sentenze alla pena di morte (quasi esclusivamente per persone di colore, non importa se spesso mancano le prove), nessun limite all'uso delle armi (meglio non sollevare l'argomento quaggiu', credetemi) e praticamente nessun interesse per cio' che sta al di fuori dei confini dello stato, il Texas non e' mai stato nella mia lista dei paesi da visitare.
Ma poi uno viene ad Austin... Austin, capitale dello stato, ha due soprannomi:
1) Music Capital of the Wolrd
2) Texas Weirdest City
Partiamo dall'ultimo. Citta' piu' strana del Texas, non ci sono dubbi in proposito. Liberale e tollerante, Austin e' un'oasi nel mezzo di un deserto.
"Capitale mondiale della musica" mi era sempre sembrata un'esagerazione, ma questa citta' e' un vero paradiso. Ogni giorno della settimana ci sono almeno 80 concerti dal vivo in giro per la citta'. Gruppi country, blues, jazz, rock e qualunque altro miscuglio suonano ovunque: nei bar, nei ristorandi, all'interno dei negozi, nei parchi, per strada. Camminare per Austin e' come passeggiare nei corridoi di un conservatorio. Si sentono decine, voci e canzoni diverse, metro dopo metro. Mai vista una cosa del genere. E l'ingresso nei locali non costa piu' di 5 dollari a testa! Dopo l'uragano Katrina poi, quasi tutti i musicisti professionisti di New Orleans si sono temporaneamente trasferiti qui e non c'e' dubbio che in questo periodo Austin e' davvero la capitale mondiale della musica.
Purtroppo la Conferenza mi ha tenuta "inprigionata" in un grande albergo per tre giorni, senza contare che io facevo parte del Team che l'ha organizzata e quindi ho lavorato quasi il doppio. Unici momenti di liberta' verso sera, quando meta' dei partecipanti (600 persone in tutto) si riversava sul ponte vicino all'albergo per vedere un'altra delle meraviglie di Austin: la piu' grande comunita' di pippistrelli del paese. I pippistrelli vivono sotto il grande ponte ed escono al tramonto. Migliaia e migliaia di pippistrelli che si muovono come un'enorme sciame... uno spettacolo assolutamente incredibile.

Il ponte dei pippistrelli. Sullo sfondo, il Capitol. Austin e non Dallas e' la capitale del Texas.

La mia "prigione": lo Hyatt Hotel.