11 ottobre 2006


I colori sono veramente splendidi

Si impara presto da queste parti

Giorno n. 5

Questo e' il giorno del 'field trip'. Si lasciano computer e carte in albergo, si sale sul mini autobus e si va verso nord. Non c'e' che dire, siamo fuori dal mondo. Incrociamo una macchina ogni mezz'ora e nonostante la velocita' assurda a cui andiamo mi godo il paesaggio: vulcani, case di tronchi e foglie di palma intrecciate, e mani che si agitano a salutare ovunque. Vedo solo due edifici di mattoni in tutta la giornata. Sono sicura che i bimbi che mi toccano e poi scappano ridendo non hanno mai visto un bianco da queste parti.

Le splendide case locali, sollevate da terra per permettere agli abitanti di immagazzinare prodotti vari e sedere all'ombra.

I tifosi juventini si incontrano ovunque nel mondo!

Le borse appese contengono... bambini! Sono in pratica della amache che tengono i piccoli freschi e lontano dagli insetti. La mia collega dice che sua figlia non dorme se non dentro alla borsa.In questa in primo piano c'e' una bimba di un anno, nell'altra un bimbo di sei mesi.

Ed eccola qui, dopo la nanna.
La comunita' e il governo locale ci accolgono con danze che hanno lo scopo di scacciare gli spiriti e fare si che il nostro incontro sia sereno. Ci incontriamo nel giardino del locale 'centro culturale' anche se la vera comunita' sta dieci ore di cammino in salita all'interno della foresta.

Le danze sono intense e misteriose come questa terra.

Le piume dell'Uccello del Paradiso. Dato che rischia l'estinzione i papuani stanno cercando di cambiare le abitudini locali e usare piume diverse.
La compagnia di teatro locale porta in giro uno spettacolo che ha lo scopo di lanciare messaggi che tutti - adulti e bambini, persone istruite e analfabeti - possono capire. Il nostro ufficio laggiu' lavora attivamente con la compagnia teatrale. Contrariamente a quanto mi aspettavo, siamo praticamente gli unici a lavorare in questa zona enorme. Tutti i miei colleghi che lavorano a Madang (circa 20, capo incluso) sono del posto.

Attori locali mostrano l'equilibrio tra natura e esseri umani prima dell'arrivo dei colonizzatori.

L'uomo 'bianco' (il capo della compagnia teatrale, Alex, in camicia blu) convince il 'primitivo' (parole sue) a fidarsi di lui e a cedergli le sue foreste in cambio di pochi dollari. Alex e' un ambientalista da decenni e ha creato la compagnia per informare gli abitanti della foresta dei danni fatti dalle grandi compagnie straniere anni fa, molto prima che TNC aprisse un ufficio nella zona.

La donna rappresenta madre natura. Alla fine dello spettacolo l'uomo 'bianco' e i locali che si sono fatti guidare dalla sua ingordigia la spogliano degli ornamenti ad uno ad uno fino a lasciarla con dei pantaloncini corti. L'effetto e' decisamente forte e il messaggio chiarissimo.

Giorno n. 6

Di nuovo al lavoro. Il clima e' stupendo e la natura da' il meglio di se'. Siamo divisi in gruppi per paese, lavorando ai piani per i prossimi sei mesi quando un collega viene a chiamarmi. In giardino c'e' questo enorme uccello che saltella a piedi uniti come se stesse facendo la corsa coi sacchi. Si fa fotografare senza troppi problemi, anche se sono io che evito di avvicinarmi troppo... quel becco mi inspira proprio poco!

Non c'e' che dire, veramente stupendo.

Tanto grande quanto pacifico

Il contrasto tra la spiaggia nera e il mare blu blu blu blu.

Giorno n. 7

Tempo di partire per me e tre miei colleghi dagli Stati Uniti e le Isole Solomon. Mi spettano 24 di viaggio prima di rimettere piede a Pohnpei

Foto di gruppo prima che quattro di noi partano con un giorno di anticipo per via dei voli. Io indosso la tipica casacca locale in poliestere (per fortuna che sono seduta perche' la camiciola e' veramente inguardabile).

Come anche un avvocato puo' ridursi dopo una settimana lontano dalla modernita': cappello della Papua Nuova Guinea, collana di corda con denti di cinghiale e pareo locale (che anche i maschi qui portano).

02 ottobre 2006

IN VIAGGIO IN PAPUA NUOVA GUINEA

Eccomi in viaggio ancora, destinazione questa volta uno dei posti piu' misteriosi e affascinanti del pianeta: la Papua Nuova Guinea. Terra di incredibili bellezze naturali - ha la piu' grande foresta tropicale dopo l'Amazzonia, innumerevoli vulcani e incredibili barriere coralline - e di notorie culture di cannibali e imbalsamatori di teste. Beh, non piu', soprattutto in citta'! La mia destinazione e' Madang, abbiamo svariati uffici in PNG (come il paese viene affettuosamente chiamato qui nel Pacifico) e i miei colleghi hanno organizzato un po' di visite in giro nonostante 6 giorni di meeting.

La linea BLU mostra l'ipotetico volo diretto da Pohnpei a Madang (che non esiste), la linea ARANCIONE mostra il volo effettivo: Pohnpei-Chuuk-Guam-Cairns-Port Moresby-Madang e due giorni di volo.

28 settembre 2006

DANZE TRADIZIONALI CON TOCCO MODERNO

Quando i genitori di Matt sono venuti a trovarci in maggio abbiamo organizzato una festa e chiamato dei danzatori tradizionali dall'atollo di Pingelap. La "Danza dei bastoni" inizia lentamente ma acquista velocita' fino al punto che i danzatori si muovono cosi' velocemente che sembra impossibile non si facciano male. La danza si interrompe un paio di volte per pochi secondi, per poi riprendere piu' veloce di prima. Durante una di queste pause, il telefonino che uno dei danzatori teneva nella tasca dei pantaloncini sotto la gonna e' suonato... La tensione della danza e' sparita in un attimo e tutti sono scoppiati a ridere! Un tocco moderno in una danza vecchia di secoli.

La pelle lucida e' dovuta all'olio di cocco.

Il rischio di prendersi una mazzata e' veramente altissimo.

SEGNO DISTINTIVO

Come si fa a riconoscere la propria macchina fra tante? Beh, dipende da dove vivi. Noi abbiamo la fortuna di aver acquistato un'auto usata importata dal Giappone che ha in portasci che non si puo' togliere! Nel mezzo del Pacifico! Cosa non si fa per distinguersi dagli altri...

Come riconoscerla fra tante!

25 settembre 2006

QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA

E' proprio vero, diventando adulti si perde la capacita' di vedere le cose con occhi nuovi.

Conversazione n.1
Io e Sebastian giocando con i suoi animaletti di plastica:
- Sebastian, cos'e' questo?
- Canguro

- E cos'e' quello nel marsupio del canguro?
Sebastian dopo un attimo di concentrazione: - Topo

Conversazione n.2
Io e Sebastian stesi sul tappeto a guardare il grande ventilatore sul soffitto:
- Sebastian, come si chiama quella cosa che gira sul soffitto?
Momento di riflessione: - Trottola

24 settembre 2006

POHNPEI DALL'ALTO

Mio fratello Fabio mi ha mandato un po' di foto di Pohnpei dall'alto prese da earth.google.com e anche se con un po' di fatica e vari tentativi siamo riusciti ad individuate il mio ufficio e la nostra casa.

Kolonia, la 'capitale' di Pohnpei, ha circa 5mila abitanti. L'aeroporto e' in alto nella foto, mentre l'ovale a sx indica il sentiero che porta in cima a Sokehs Rock, meta abituale delle nostre camminate.

L'ufficio sta proprio in centro citta'.

Casa nostra vista dall'alto. Siamo solo mezzo km fuori Kolonia, in una zona chiamata Nanpohmal.

La stradina che porta a casa nostra vista dalla porta d'entrata.

19 settembre 2006

A SPASSO TRA GLI ATOLLI

Con un preavviso di poche ore, ieri sera Matt si e' imbarcato con il Presidente e un gruppo di ministri e senatori sulla "Palikir", una delle tre navi militari che pattugliano le acque della Micronesia per un viaggio di tre giorni agli atolli di Mokil e Pingelap. Isolati dalla mancanza di voli aerei, gli atolli rimangono isolati per mesi.
Considerazioni:
  • La nave puo' ospitare solo 17 persone a parte l'equipaggio, e considerato che ci sono solo due cabine e una era stata assegnata al Presidente, e' facile immaginare la lotta tra gli altri vip per accaparrarsi la seconda (ogni speranza che fosse assegnata alle uniche due donne -- il MInistro di Giustizia e la collega di Matt -- e' svanita ben presto).
  • Alloggio per chiunque altro: sul ponte (di ferro) senza copertura e senza sedie/letti
  • Partenza prevista alle 19 ma spostata a tempo indefinito perche' la pompa del carburante era rotta. Rotta da giorni, naturalmente, non che la cosa avesse fatto venire in mente a nessuno di avvisare i partecipanti. Soluzione: prendere carburante dalla nave gemella. Piccolo problema: non c'e' abbastanza carburante nell'altra nave per il ritorno. Soluzione: lo si prende da una terza nave gia' in navigazione. Persiero di tutti noi a terra: se siamo fortunati li ritroviamo alle Hawaii fra tre mesi.
  • Alcuni amici hanno ipotizzato cosa accadra' nei prossimi tre giorni: a) il Presidente accoltella il Presidente del Senato (i due si detestano e la nave e' poco piu' grande di un gommone...); b) il grupppo finisce il carburante e viene attaccato da Greenpeace (che e' nei paraggi); c) finisce il cibo e il gruppo decide di sacrificare un paio di vittime, parere di tutti e' che le cariche valgono poco in queste situazioni e Presidente viene fatto fuori per primo in quanto piu' grasso di tutti (Matt, considerato il piu' magro, viene lasciato per ultimo)

Un'occhiata alla 'Micro Glory', la nave che ogni 2-6 mesi si reca negli atolli.

Tramonto con 'Sokehs Rock' sullo sfondo

Un'occhiata dal ponte...

Ai comandi!

DI NUOVO A SAIPAN

Il lavoro mi ha portata di nuovo a Saipan in Agosto. Riunione critica, tanto lavoro e alla fine ero pronta a strozzare tutti... Poche foto perche' avevo troppo da fare, ma l'albergo ne meritava un paio.

E quando il gruppo mi faceva respirare un po'... me ne scappavo in giardino...

Una volta tanto la riunione non e' in capanne di foglie di palma...

18 settembre 2006

ACQUA CHE PASSIONE

Il bagno serale e' una vera passione.

Bagno serale

Come mi piace farmi fotografare!

MAMMA, MAMMA, 'GNAGNO'!

Sebastian ha una vera passione per i numerosi ragni che si trovano intorno a casa. I ragni in Micronesia sono grossi ma innocui. Mangiano un sacco di altri insetti, sono pacifici e timidi, percio' nessun essere umano da' loro fastidio. I bambini li usano come yo-yo: se si afferra la tela con le mani o con una scopa i ragni si calano velocemente per allontanarsi, ma non appena vedono il pavimento avvicinarsi si arrampicano in alto di nuovo.
Sebastian va matto per questo su e giu', e passa il tempo in cerca di ragni. Il consueto "Mamma, gnagno!" oppure "Perlinda, spider!" indica che ne ha trovato uno e vuole un adulto per fare lo yo-yo. Lui non li tocca pero'...
Qualche settimana fa una mia collega stava spiegando ad una tizia con un Dottorato in sui ragni a Pohnpei per una ricerca come i bimbi Micronesiani fanno yo-yo con i ragni e questa la guardava come se fosse matta!

Grosso ma innocuo.

Mamma, mamma "gnagno!"

FINALMENTE UN PO' DI BIANCHERIA

Non so come mai, ma non riesco a trovare mutande per Sebastian in Micronesia. O non si usano oppure i bimbi qui sono enormemente piu' grassi di lui. Sono riuscita a trovare dei mini-boxer durante uno dei viaggi e per fortuna gli vanno bene.

I biscotti italiani sono i preferiti per la colazione

Il fusto!

REGALO DI COMPLEANNO

Per via delle indagini a Washington, Matt ha dovuto prolungare il viaggio ed e' tornato dagli States dopo il mio compleanno. Compleanno che io ho passato a letto ammalata (ma lavorando.) Il regalo pero' e' valso l'attesa: una nuova macchina fotografica digitale che fa foto fantasticheeeee!!!

Cara!!!!

17 settembre 2006

ASSENZA

Lo so, lo so, assente per due mesi... Mentre i mesi di luglio e agosto sono tradizionalmente 'tranquilli' qui in Micronesia, per me sono stati superimpegnati. Non solo Matt e' stato a Washington per quasi tre settimane ad investigare il problema dei passaporti falsi all'ambasciata, i due piu' importanti meetings dell'anno per me sono stati programmati a pochi giorni di distanza. Durata di ogni meeting: cinque giorni. Risultato: una montagna di ore di lavoro che hanno occupato tutte le mie giornate e parte delle notti, tre viaggi e una serie di incarichi che mi terra' occupata fino a dicembre.
Solo oggi (domenica pomeriggio) sono riuscita a trovare un po' di tempo per aggiornare il blog.

18 luglio 2006

MA QUANTA ACQUA C'E' IN UNA NOCE DI COCCO?

Bere dalle noci di cocco e' pratica comune quaggiu'. Sono economiche, rinfrescanti e buonissime, soprattutto se dolci. Le dimensioni variano tuttavia. Talvolta le noci sono piccole e le si finisce subito. Talvolta invece continui a bere e a bere ma il cocco sembra sempre pieno. Qualche tempo fa avevo comperato uno quattro o cinque di questi 'cocchi senza fondo' e ho voluto vedere quanto liquido c'era all'interno. La caraffa non mente: quasi un litro e mezzo. Nessuna sorpresa che non riuscissi mai a finirne uno.

Quasi un litro e mezzo.

11 luglio 2006

L'INTERA POPOLAZIONE ITALIANA IN MICRONESIA FESTEGGIA LA VITTORIA DELL'ITALIA AI MONDIALI

Questo potrebbe essere il titolo di un articolo un po' ironico, dato che 'l'intera popolazione italiana' in questo paese -- che si' e' fatto di tanta acqua, ma e' anche grande quanto gli Stati Uniti -- siamo io e Sebastian. Purtroppo mi sa che battiamo anche un altro record: quello di essere gli unici due italiani al mondo che non hanno visto la partita. Non che non ci abbiamo provato. Ho cercato persino un biglietto aereo per Guam -- 4 ore di volo per avere accesso ad un canale che mostrasse gli azzurri. Niente da fare, aereo superpieno da settimane per una conferenza. E la connessione internet qui e' antidiluviana, di vedere la partita nel web nemmeno se ne parla.
Cosi' mi alzo alle 5 per cercare un sito web che dia una cronaca della partita, ma non trovo niente. Mi tocca affidarmi alla BBC e alla CNN. Anche se non mostrano le immagini hanno giornalisti ovunque che interrompono i programmi ogni dieci minuti per gli aggiornamenti. I minuti scendono a cinque durante i supplementari e quando si va ai rigori decidono di fare una diretta. Mi sembra di avere 12 anni di nuovo, quando ascoltavo alla radio le partite della Coppa dei Campioni che la tv non mostrava o seguivo 'Il calcio minuto per minuto' venendo giu' dalle montagne dopo le gare di sci.
La CNN segue i rigori mostrando in meta' dello schermo una piazza di Roma, nell'altro un assurdo bar francese. La vittoria dell'Italia nella mia mente non sara' mai un rigore, ma l'esplosione di gioia di una piazza nella meta' sinistra di uno schermo televisivo. Ed e' cosi' che l'intera popolazione italiana in Micronesia giubila saltando in giro per la stanza in questa luminosa mattina nel Pacifico. Avevo promesso a mio fratello di mandare a letto Sebastian con la maglietta dell'Italia e cosi' quando si sveglia e' gia' abbigliato per l'occasione. E' gia' lunedi' 10 luglio qui.
In ufficio mando un email collettivo a mezzo mondo -- compresi i miei serissimi capi al di la' dell'oceano e gente che non vedo da anni -- e ricevo in risposta una serie infinita di risposte. Tutti mi raccontano la loro partita, si chiedono che diavolo faccio in ufficio, si dicono superfelici (se sono italiani) o si dichiarano superinvidiosi (se sono dal resto del mondo), promettono di ubriacarsi a nome mio. Le mie colleghe australiane dichiarano aperto apprezzamento per il giocatore che ha festeggiato correndo in mutande. Il fratello di Matt mi racconta di una sua amica che era in Italia nel 1982 quando abbiamo vinto in Spagna. La sera della finale era su un autobus quando l'autista, che stava ascoltando la partita alla radio con l'auricolare, aveva cominciato ad urlare, fermato l'autobus, aperto le porte ed era sceso correndo e urlando. Non era piu' tornato e i passeggeri avevano dovuto andarsene a piedi perche' la citta' era impazzita e nulla funzionava. Ah l'Italia del calcio!
Grandi Azzurri e buoni festeggiamenti a tutti dalla rappresentanza italiana in Micronesia!!!!

La mia 'diretta' durante i rigori. A sinistra Roma a destra Parigi.

Sebastian ed io festeggiamo saltando sul divano.

Sebastian era felicissimo per la vittoria... se non altro perche' io saltavo in giro per la stanza come un'indiavolata con lui in braccio mentre lo coprivo di baci.

Festeggiamenti per tutti. Anche per Sebastian, a cui la mamma supereuforica promette tutti i biberon di latte che vuole per quel giorno!

La BBC trasmette in diretta i festeggiamenti

09 luglio 2006

KULO!

Kulo Susi!
Il saluto mi aveva lasciato assolutamente senza parole, se non altro perche' proveniva da un reverendo. Ero al ristorante del Kosrae Village Resort e Mr. Madison Nena era venuto a darmi il benvenuto. O almeno cosi' pensavo. Conosco Madison da quando sono arrivata. E' una persona squisita, timida e cortesissima, e l'ultima cosa che mi aspettavo e' che mi accogliesse con un'espressione del genere.
Per mezza giornata ho pensato che qualche italiano burlone gli avesse insegnato il saluto sbagliato. Ma poi ho sentito lo staff dell'albergo usare la stessa parola e... dopo una breve ricerca ho scoperto che questo in Kosrae e' l'equivalente di 'ciao' da noi.
Povero Madison, non ho avuto il coraggio di dirgli cosa significa in italiano!

06 luglio 2006

CRONACA DI UN VIAGGIO BREVE

Il piu' breve dei miei viaggi finora e' stato nella 'vicina' isola di Kosrae, circa 450 km ad est di Pohnpei. Qui sotto c'e' la cronaca di quei tre giorni.

3 LUGLIO

Non mi sorprendo che per la prima volta da quando sono qui ho avuto problemi a trovare un posto in aereo e sono stata in stand-by per parecchi giorni: l’aereo pullula di atleti di ritorno dai Micronesian Games che si sono appena svolti a Saipan. Decine scendono a Pohnpei ma moltissimi altri proseguono per Kosrae e le isole Marshalls. Tenendo conto che l’aereo in quella direzione c’è solo ogni due giorni è quasi un miracolo che alla fine sia riuscita a partire – anche se il miracolo ha richiesto un biglietto di prima classe, costato per fortuna solo un centinaio di dollari in più del previsto tanto il viaggio e’ breve.
All’aeroporto incontro Marstella Jack, Ministro di Giustizia e capo di Matt – per quanto lei ammetta che avendo Matt più esperienza di lei la gerarchia è più formale che reale, senza parlare del fatto che i due sono ottimi amici – in partenza per le Marshalls con la delegazione ufficiale del paese per il Summit dei Presidenti. E così mi ritrovo a pochi passi dal capo di stato, seduto dall’altra parte del corridoio. “Mr. President, have you met Matt’s wife?” chiede Marstella. Ho incontrato il Presidente parecchie volte me in situazioni ufficiali con decine e centinaia di altre persone presenti e ho sempre evitato che Matt lo disturbasse per presentarci. So che il Presidente ne ha le scatole piene di stringere mani. Invece lui si gira con espressione estatica e mi afferra la mano tra le sue (enormi) lanciandosi – lui così riservato e imponente – in una animata conversazione, incurante del flusso interminabile di passeggeri tra in nostri sedili (molti dei quali si inchinano al passaggio). Immagino che questo si cosa succede quando tuo marito è nelle grazie di un capo di stato.
Joseph Urusemal è un uomo cauto e tranquillo di grande statura etica. Una persona che si è ritrovata Presidente senza volerlo, eletto da un Congresso in stallo per lotte politiche tra i candidati principali, che ha affrontato in suo mandato senza squilli di tromba, rischiando però la sua intera carriera politica nella lotta alla corruzione nel governo federale. I successi sono stati alterni finchè Matt non è arrivato in Micronesia con il suo bagaglio di esperienze da procuratore federale contro i ben più pericolosi trafficanti di droga e i senatori hanno cominciato a finire in galera. Era quasi inevitabile che tra i due sfociasse un grande rispetto reciproco. Non è raro che quando siamo in giro per la città si senta un clacson suonare e l’SUV nero del Presidente passare, la mano in alto a salutare Matt.
Il volo per Kosrae è tranquillo, ma l’atterraggio è un vero e proprio tonfo che apre gli scompartimenti dei carrelli per il cibo e fa volare tutto fuori. Il commento divertito dello steward fa finire tutto in una risata e mentre raccolgo le mie cose il Presidente si alza per salutarmi e augurarmi un buon soggiorno a Kosrae. Lui e il resto dei passeggeri continuano sullo steso aereo per l’atollo di Kwajelein, poi Majuro, capitale delle Marshalls, per finire ad Honolulu alle 2:30 del mattino. Io gli auguro un ‘safe trip,’ frase fatta ma più che mai necessaria visto il modo in cui abbiamo toccato terra.
Kosrae mi accoglie con centinaia di voci unite in un bellissimo canto, il bentornato agli atleti cantato dalle famiglie e dagli amici venuti a prenderli all’aeroporto. Una nenia che continua imperterrita durante la fila all’immigrazione, l’attesa per i bagagli, la coda alla dogana, finchè finalmente gli atleti escono.
Anche se ho affittato una macchina i proprietari dell’albergo sapendo che era la mia prima visita sono venuti a prendermi all’aeroporto. L’”albergo” è un alloggio ecoturistico con sette bungalows a due passi dall’acqua, costruiti secondo le antiche tecniche del Pacifico con pali tenuti insieme da fibre di cocco e un tetto di foglie di palma intrecciate. Bellissimo. Zanzare a parte. Mi ruotano intorno come la famosa nuvola della famiglia Addams e a nulla valgono le innumerevoli spruzzate di insetticida. Alla rabbia poi si aggiunge lo stupore quando realizzo che nessuno degli altri ospiti sembra avere questo problema. Mangiano tranquilli in pantaloncini e maglietta mentre io mi copro come la moglie di un talebano e saltello come una cavalletta isterica. Alla fine mi arrendo e mi rifugio a lavorare al training del giorno dopo sotto la zanzariera del letto, un grande bozzolo bianco in cui mi sa che passerò parecchio tempo.

Kosrae dall'aereo. L'isola e' la prima di una certa grandezza ad ovest delle Hawaii (beh, 3000 e passa km...)

Le canoe tradizionali, chiamate "outrigger"

Uno dei sette bungalows dell'albergo.

La mia "camera".

5 LUGLIO

La mia festa dell’indipendenza del 4 luglio l’ho passata a parlare per ore di fronte ad un nutrito ed attento gruppo, membri di due Boards of Directors di organizzazioni nonprofit di Kosrae. Fortuna che posso recuperare il giorno di vacanza quando voglio. Mi sa che lo salvo per il prossimo viaggio in Italia.
Fatto il training non mi resta che ammazzare il tempo in attesa dell’aereo per Pohnpei che passa tra due giorni, quindi lavoro, leggo, visito uffici, incontro membri del governo e faccio un po’ la turista. L’isola è splendida, placida e semi-disabitata – solo 7mila persone e poche centinaia di turisti l’anno – con picchi verdissimi e una bellissima strada ma un traffico irrisorio.
Il cibo all’albergo è noto per essere il migliore dell’isola e devo ammettere che è assolutamente spettacolare, soprattutto considerando che la nave si ferma qui solo ogni 42 giorni. Contrariamente a Pohnpei, questo ha incentivato la creatività e il cibo è freschissimo, leggero e incredibilmente buono. Un vero sollievo.
Per lavorare mi rifugio nel mio bozzolo, anche se le zanzare sembrano darmi una semitregua: non più di tre punture alla volta. Intanto inizia a piovere e tutto diventa superumido. Ciliegina sulla torta scopro che l’Italia ha battuto la Germania. E io sto su un’isola semideserta sotto un tetto di palme senza l’ombra di una televisione nel raggio di chilometri. Dio solo sa perchè non ho programmato le vacanze in Italia in questa stagione...

Il ristorante dell'albergo costruito, come tutto il resto, usando le tecniche tradizionali.

L'unica strada di Kosrae si percorre in circa 45 minuti. E' bellissima, costeggiata da giardini semplici ma puliti ed ordinati, e questo e' praticamente tutto il traffico presente. La strada compie un largo semicerchio lungo la costa orientale, mentre la parte ovest e' raggiungibile solo via mare.

Crescere sfidando i venti e la forza di gravita'...

6 LUGLIO

Sull’aereo di ritorno a Pohnpei incontro una folla di conoscenti, tutti di ritorno dal Presidents Summit di Majuro. Ci sono alcuni miei colleghi di The Nature Conservancy dall’Australia, svariati rappresentanti di organizzazioni con cui lavoro e un numero non qualificabile di membri dei vari governi. Reincontro anche il Presidente e Marstella, i quali mi annunciano che c’è stata un’emergenza per un processo e Matt è in partenza per due settimane con lo stesso aereo con cui stiamo arrivando. Mi blocco in mezzo al corridoio dell’aereo con espressione sbalordita e l’unica cosa che riesco a dire è un ben poco diplomatico “No way!” Ma due riescono a trattenere le risate solo per qualche secondo... Ah ah, divertente... a quanto pare il fatto che tra marzo e aprile io e Matt ci siamo visti un giorno e mezzo in sei settimane – io arrivavo, lui partiva con lo stesso aereo e viceversa – è diventato una barzelletta. A quel tempo Marstella aveva persino detto a Matt che visto che era lei a mandarlo in giro a risolvere crisi varie dell’ultimo minuto io ero autorizzata ad andare nel suo ufficio ed insultarla, e devo dire che l’offerta mi aveva tentato... Nonostante l’amicizia, in fondo Marstella è pur sempre il ministro di un paese, e chi non ha mai voluto togliersi la soddisfazione di insultare un politico???