Chi conosce Matt sa bene quanto odi festeggiare il suo compleanno. Con quelli degli altri è generoso e puntuale, non lesina in biglietti, regali e auguri, ma del suo non vuole nemmeno sentir parlare. Sua madre dice che è così da quando era bambino, ma tutta la sua famiglia si ostina a chiamarlo il giorno fatidico per fargli gli auguri e – aggiungo io – lasciarlo di pessimo umore. Ammetto di aver cercato a lungo di fargli cambiare idea, ma poi sono giunta alla filosofica conclusione che lui ha il diritto di passare il compleanno come gli pare. Il mio regalo è quindi quello di lasciarlo in pace. Lo fa contento e a me non costa nulla. Meglio di così!
Ma quest’anno le cose, purtroppo per lui, sono andate diversamente. Un paio di mesi fa avevamo infatti scoperto, del tutto casualmente, che Matt e due delle persone che frequentiamo di più – Stacey, uno dei due avvocati americani della Corte Suprema, e Uta, quella che organizza gli ultimi dell’anno a Black Coral – condividono non solo giorno e mese di nascita, ma pure l’anno! 6 febbraio 1970. L’inusuale coincidenza meritava un festeggiamento particolare, e così è stato.
L’idea mi è venuta durante uno di quei rari momenti in cui la mia mente si concede dei picchi di originalità: lasciamo stare la tipica cena, perché no una caccia al tesoro in giro per l’isola? Due telefonate – a Steve, il marito di Uta, e a Felicia, la migliore amica di Stacey – e l’organizzazione della caccia è partita in quarta all’insaputa di tutti. Dopo un paio di incontri per stabilire il programma generale e vari email per delineare i dettagli, l’invito è stato spedito via email ad amici, conoscenti e, naturalmente, ai tre festeggiati. Matt l’ha presa meglio del previsto. Dopo un iniziale tentativo di protesta ha capitolato ed è pure rimasto di buonumore. A quel punto era fatta.
Il programma per il giorno prescelto prevedeva: 1) pranzo a base di pizza per tutti i concorrenti a casa di Steve e Uta, seguito da 2) caccia, 3) ritrovo per tutti a casa di Felicia, 4) premiazione e 5) cena finale al ristorante. Nonostante le quasi 12 ore filate di attività varie l’adesione è stata massiccia. Il che dimostra quanto poco da fare ci sia da queste parti. Ci siamo così ritrovati a casa di Steve e Uta ad abbuffarci di orrende pizze spesse come focacce e a spiegare le regole. In realtà l’idea di una Tresure Hunt, la caccia al tesoro tradizionale – tanto per intenderci quella in cui c’è un’indicazione iniziale che conduce in un certo luogo dove si trova un’altra indicazione e così via – l’avevamo abbandonata subito perché organizzarla avrebbe richiesto molto una quantità di tempo ed energia che nessuno di noi aveva a disposizione. L’avevamo quindi sostituita con quello che in inglese si chiama Scavenger Hunt, che non ho la più pallida idea come si possa tradurre in italiano. In pratica all’inizio del gioco ognuno dei gruppi, formati da 4 o 5 persone, bambini inclusi, ha ricevuto una lista di cose da fare o trovare, mentre la vittoria finale è stata decisa dai giudici – in questo caso gli auto-proclamatisi Susi, Felicia e Steve – in base a criteri di simpatia e creatività:
Birthday Scavenger Hunt.
Ogni gruppo deve avere una macchina fotografica digitale e portare a termine i seguenti compiti:
1. Fare una foto del gruppo in cima allo Spanish Wall
Lo Spanish Wall, è la cinta muraria costruita durante la colonizzazione… spagnola, ovviamente. Purtroppo l’idea iniziale della foto di gruppo davanti ai vecchi cannoni della contraerea giapponese che stanno in cima a Sokehs Rock (un’oretta di cammino tra andata e ritorno), aveva dovuto essere accantonata per via della pioggia.
2. Portare il cibo scaduto da più tempo che riesce a trovare.
Un gruppo ha portato una busta per fare la zuppa scaduta nel 1999 e trovata nella cucina di uno di loro (!), ma il gruppo che ha vinto ha trovato in un negozio un barattolo dal contenuto ignoto e impossibile da identificare scaduto, incredibile ma vero, nel 1986!
3. Trovare il fiore più bello.
Tutti hanno portato bellissimi fiori esotici – suppongo rubati qua e là – ma ha vinto il gruppo che dopo aver messo davanti ai giudici le loro bimbe di 5 e 6 anni ha proclamato di non aver potuto trovare fiori più belli di quei due. Quando si dice la creatività!
4. Fare una foto del gruppo mentre gioca a basket su uno dei vari campi in giro per l’isola.
Vedi foto 1 e 2.
5. Fare una foto del gruppo di fronte al cartello stradale più divertente che riesce a trovare.
Vedi foto 3 e 4.
6. Trovare lo snack più strano e portarlo a casa di Felicia.
Sfortuna ha voluto che i giudici abbiano dovuto assaggiare i vari snack per prendere una decisione. La vittoria se la sono condivisa i bastoncini croccanti al ripieno di seppiolina (giapponesi) che una volta aperti hanno lasciato un fetore di pesce con cui credo che Felicia e Shaun abbiano convissuto per giorni e le prugne salate (considerate una delizia alle Hawaii) che mi hanno provocato un tale conato di vomito da farmi correre in terrazzo e sputare tutto in giardino.
7. Chiamare o andare alla stazione radio e dedicare una canzone a uno dei tre festeggiati.
Questo ha creato un po’ di confusione perché Bob, che dirige la radio, fatta la prima dedica non voleva fare le altre (non era l’ora giusta) ma ha ceduto – in diretta – quando il gruppo di Matt e Stacey ha piantonato la radio minacciando cordialmente di non andarsene. Bob è stato poi ringraziato con un invito a cena per la sera, che ha prontamente accettato.
8. Trovare qualcosa fatto nel 1970.
Un gruppo ha portato un libro per bambini che la proprietaria si porta in giro per il mondo da decenni (la gente è strana qualche volta…). Il gruppo di Matt e Stacey ha vinto portando, beh, sé stessi e la canzone “Immigrant” dei Led Zeppelin, che essendo anche la canzone richiesta per la dedica alla radio ha permesso loro di catturare, come si dice, “two birds with one stone”.
9. Contare quante porte ci sono sul lato verso la strada del vecchio hotel dove si trova il Rusty Anchor.
Il Rusty Anchor è il locale preferito di tutti noi. Ha una vista bellissima ma sta nei sotterranei di un vecchio hotel mai finito, un ammasso di cemento armato abbandonato che ha un numero indefinito di porte e finestre. Infatti nessuno dei gruppi ha riportato lo stesso numero. 10. Scegliere un nome per il gruppo e spiegare il perché della scelta.
11. Imparare a memoria la prima frase della Costituzione degli Stati Federati della Micronesia.
12. Fare una foto divertente del gruppo.
Vedi foto 5.
13. Preparare una versione della canzone “Happy birthday” da cantare a casa di Felicia.
Tutte divertentissime, ma ha vinto il gruppo con la versione rap. Esilarante.
14. Trovare qualcosa con cui cercare di corrompere i giudici che non costi nulla.
Noi giudici avevamo espressamente dichiarato che questa era la cosa che avrebbe portato più punti ai vari gruppi (eh eh!) e devo dire che qui la creatività ha raggiunto picchi notevoli. Io, Steve e Felicia abbiamo accettato con disinvoltura ogni tipo di corruzione, comprese bottiglie di vino e promesse di cene, massaggi e pareri favorevoli in Corte Suprema, ma non abbiamo saputo nascondere l’eccitazione quando il gruppo degli australiani dell’ambasciata ci ha offerto passaporti diplomatici, assegni in bianco del Ministero degli Affari Esteri e biglietti aerei pre-pagati per l’Australia. Se li sono ripresi a fine serata, purtroppo, ma è stato bello crederci.
Alla fine di tutte le presentazioni noi giudici ci siamo ritirati per decidere, anche se in questi casi stilare una classifica è impresa praticamente impossibile. Dopo un’accorata discussione continuamente interrotta da tentativi – tutti accettati – di corruzione, abbiamo deciso di dare agli australiani il primo posto, al gruppo di Matt e Stacey l’ultimo (di proposito, dato che era fatto di super-competitivi), e il pari-merito agli altri. Tutti hanno portato a casa un premio. Il gruppo ultimo classificato si è portato a casa tutti i cibi scaduti.
Nonostante la lunghissima giornata – terminata con cena al ristorante e tre torte al cioccolato preparate dai giudici (io ho fatto un profitterol di cui, modestamente, si parla ancora) – ci siamo tutti talmente divertiti che la replica è quasi inevitabile. Se non avete mai fatto una cosa del genere pensateci seriamente, ne vale la pena. C’è anche un sito web in inglese con un sacco di idee per questo tipo di giochi e feste. Per gli adulti è un po’ come tornare ai tempi in cui non potevano permettersi praticamente nulla e riuscivano a divertirsi lo stesso. Per i bambini è un modo unico di giocare e dare spazio alla fantasia. E non è un caso che alcune delle idee migliori siano venute proprio da loro!
Ma quest’anno le cose, purtroppo per lui, sono andate diversamente. Un paio di mesi fa avevamo infatti scoperto, del tutto casualmente, che Matt e due delle persone che frequentiamo di più – Stacey, uno dei due avvocati americani della Corte Suprema, e Uta, quella che organizza gli ultimi dell’anno a Black Coral – condividono non solo giorno e mese di nascita, ma pure l’anno! 6 febbraio 1970. L’inusuale coincidenza meritava un festeggiamento particolare, e così è stato.
L’idea mi è venuta durante uno di quei rari momenti in cui la mia mente si concede dei picchi di originalità: lasciamo stare la tipica cena, perché no una caccia al tesoro in giro per l’isola? Due telefonate – a Steve, il marito di Uta, e a Felicia, la migliore amica di Stacey – e l’organizzazione della caccia è partita in quarta all’insaputa di tutti. Dopo un paio di incontri per stabilire il programma generale e vari email per delineare i dettagli, l’invito è stato spedito via email ad amici, conoscenti e, naturalmente, ai tre festeggiati. Matt l’ha presa meglio del previsto. Dopo un iniziale tentativo di protesta ha capitolato ed è pure rimasto di buonumore. A quel punto era fatta.
Il programma per il giorno prescelto prevedeva: 1) pranzo a base di pizza per tutti i concorrenti a casa di Steve e Uta, seguito da 2) caccia, 3) ritrovo per tutti a casa di Felicia, 4) premiazione e 5) cena finale al ristorante. Nonostante le quasi 12 ore filate di attività varie l’adesione è stata massiccia. Il che dimostra quanto poco da fare ci sia da queste parti. Ci siamo così ritrovati a casa di Steve e Uta ad abbuffarci di orrende pizze spesse come focacce e a spiegare le regole. In realtà l’idea di una Tresure Hunt, la caccia al tesoro tradizionale – tanto per intenderci quella in cui c’è un’indicazione iniziale che conduce in un certo luogo dove si trova un’altra indicazione e così via – l’avevamo abbandonata subito perché organizzarla avrebbe richiesto molto una quantità di tempo ed energia che nessuno di noi aveva a disposizione. L’avevamo quindi sostituita con quello che in inglese si chiama Scavenger Hunt, che non ho la più pallida idea come si possa tradurre in italiano. In pratica all’inizio del gioco ognuno dei gruppi, formati da 4 o 5 persone, bambini inclusi, ha ricevuto una lista di cose da fare o trovare, mentre la vittoria finale è stata decisa dai giudici – in questo caso gli auto-proclamatisi Susi, Felicia e Steve – in base a criteri di simpatia e creatività:
Birthday Scavenger Hunt.
Ogni gruppo deve avere una macchina fotografica digitale e portare a termine i seguenti compiti:
1. Fare una foto del gruppo in cima allo Spanish Wall
Lo Spanish Wall, è la cinta muraria costruita durante la colonizzazione… spagnola, ovviamente. Purtroppo l’idea iniziale della foto di gruppo davanti ai vecchi cannoni della contraerea giapponese che stanno in cima a Sokehs Rock (un’oretta di cammino tra andata e ritorno), aveva dovuto essere accantonata per via della pioggia.
2. Portare il cibo scaduto da più tempo che riesce a trovare.
Un gruppo ha portato una busta per fare la zuppa scaduta nel 1999 e trovata nella cucina di uno di loro (!), ma il gruppo che ha vinto ha trovato in un negozio un barattolo dal contenuto ignoto e impossibile da identificare scaduto, incredibile ma vero, nel 1986!
3. Trovare il fiore più bello.
Tutti hanno portato bellissimi fiori esotici – suppongo rubati qua e là – ma ha vinto il gruppo che dopo aver messo davanti ai giudici le loro bimbe di 5 e 6 anni ha proclamato di non aver potuto trovare fiori più belli di quei due. Quando si dice la creatività!
4. Fare una foto del gruppo mentre gioca a basket su uno dei vari campi in giro per l’isola.
Vedi foto 1 e 2.
5. Fare una foto del gruppo di fronte al cartello stradale più divertente che riesce a trovare.
Vedi foto 3 e 4.
6. Trovare lo snack più strano e portarlo a casa di Felicia.
Sfortuna ha voluto che i giudici abbiano dovuto assaggiare i vari snack per prendere una decisione. La vittoria se la sono condivisa i bastoncini croccanti al ripieno di seppiolina (giapponesi) che una volta aperti hanno lasciato un fetore di pesce con cui credo che Felicia e Shaun abbiano convissuto per giorni e le prugne salate (considerate una delizia alle Hawaii) che mi hanno provocato un tale conato di vomito da farmi correre in terrazzo e sputare tutto in giardino.
7. Chiamare o andare alla stazione radio e dedicare una canzone a uno dei tre festeggiati.
Questo ha creato un po’ di confusione perché Bob, che dirige la radio, fatta la prima dedica non voleva fare le altre (non era l’ora giusta) ma ha ceduto – in diretta – quando il gruppo di Matt e Stacey ha piantonato la radio minacciando cordialmente di non andarsene. Bob è stato poi ringraziato con un invito a cena per la sera, che ha prontamente accettato.
8. Trovare qualcosa fatto nel 1970.
Un gruppo ha portato un libro per bambini che la proprietaria si porta in giro per il mondo da decenni (la gente è strana qualche volta…). Il gruppo di Matt e Stacey ha vinto portando, beh, sé stessi e la canzone “Immigrant” dei Led Zeppelin, che essendo anche la canzone richiesta per la dedica alla radio ha permesso loro di catturare, come si dice, “two birds with one stone”.
9. Contare quante porte ci sono sul lato verso la strada del vecchio hotel dove si trova il Rusty Anchor.
Il Rusty Anchor è il locale preferito di tutti noi. Ha una vista bellissima ma sta nei sotterranei di un vecchio hotel mai finito, un ammasso di cemento armato abbandonato che ha un numero indefinito di porte e finestre. Infatti nessuno dei gruppi ha riportato lo stesso numero. 10. Scegliere un nome per il gruppo e spiegare il perché della scelta.
11. Imparare a memoria la prima frase della Costituzione degli Stati Federati della Micronesia.
12. Fare una foto divertente del gruppo.
Vedi foto 5.
13. Preparare una versione della canzone “Happy birthday” da cantare a casa di Felicia.
Tutte divertentissime, ma ha vinto il gruppo con la versione rap. Esilarante.
14. Trovare qualcosa con cui cercare di corrompere i giudici che non costi nulla.
Noi giudici avevamo espressamente dichiarato che questa era la cosa che avrebbe portato più punti ai vari gruppi (eh eh!) e devo dire che qui la creatività ha raggiunto picchi notevoli. Io, Steve e Felicia abbiamo accettato con disinvoltura ogni tipo di corruzione, comprese bottiglie di vino e promesse di cene, massaggi e pareri favorevoli in Corte Suprema, ma non abbiamo saputo nascondere l’eccitazione quando il gruppo degli australiani dell’ambasciata ci ha offerto passaporti diplomatici, assegni in bianco del Ministero degli Affari Esteri e biglietti aerei pre-pagati per l’Australia. Se li sono ripresi a fine serata, purtroppo, ma è stato bello crederci.
Alla fine di tutte le presentazioni noi giudici ci siamo ritirati per decidere, anche se in questi casi stilare una classifica è impresa praticamente impossibile. Dopo un’accorata discussione continuamente interrotta da tentativi – tutti accettati – di corruzione, abbiamo deciso di dare agli australiani il primo posto, al gruppo di Matt e Stacey l’ultimo (di proposito, dato che era fatto di super-competitivi), e il pari-merito agli altri. Tutti hanno portato a casa un premio. Il gruppo ultimo classificato si è portato a casa tutti i cibi scaduti.
Nonostante la lunghissima giornata – terminata con cena al ristorante e tre torte al cioccolato preparate dai giudici (io ho fatto un profitterol di cui, modestamente, si parla ancora) – ci siamo tutti talmente divertiti che la replica è quasi inevitabile. Se non avete mai fatto una cosa del genere pensateci seriamente, ne vale la pena. C’è anche un sito web in inglese con un sacco di idee per questo tipo di giochi e feste. Per gli adulti è un po’ come tornare ai tempi in cui non potevano permettersi praticamente nulla e riuscivano a divertirsi lo stesso. Per i bambini è un modo unico di giocare e dare spazio alla fantasia. E non è un caso che alcune delle idee migliori siano venute proprio da loro!

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