11 agosto 2007

Alla scoperta della Cina

Luglio mi ha portato di nuovo in viaggio. Questa volta TNC mi ha portato per la prima volta in Cina, anche se le disavventure burocratiche hanno reso le settimane precedenti un vero calvario. Inutile dilungarsi, potrei scrivere un manuale su come tutto puo’ andare storto quando manca una firma, diciamo che senza la residenza in Italia non potevo rinnovare il passaporto e senza passaporto nuovo non potevo ottenere il visto per la Cina (in quello vecchio non c’erano piu’ pagine disponibili). Inoltre senza residenza le autorita’ italiane mi hanno chiesto di pagare il 38% di tasse sul mio container – voglio dire, rasentiamo l’idiozia... Insomma, ho dovuto rientrare in Italia dalla Moldova con Sebastian (sorvoliamo sul costo del biglietto in una stagione in cui molti moldovi viaggiano per trovare la famiglia) e solo un miracolo e l’aiuto di alcuni amici ha fatto si’ che riuscissi a salire su quell’aereo. Un particolare ringraziamento al tizio dell’ambasciata cinese a Milano che mosso da compassione nonostante la bolgia infernale con centinaia di persone strepitanti mi ha fatto avere il visto in un giorno anziche’ 7 come previsto.

Casello dell'autostrada in stile chiaramente cinese

Che dire di Pechino... Immensa e mostruosa. Mai in vita mia avevo visto una serie cosi' infinita di palazzi assolutamente enormi. Quello che io ritenevo una giornata di cielo coperto e' in realta' la norma... non e' colpa del clima naturalmente, solo dell'inquinamento, che oltre a vedersi (letteralmente) si sente pure: la gola brucia, gli occhi lacrimano, i polmoni reclamano aria fresca.




Per fortuna il mio capo (era la riunione del dipartimento di External Affairs di cui faccio parte) aveva insistito per un solo giorno a Pechino. Cosi' dopo l'incontro con i rappresentanti del governo e la visita ai siti delle Olimpiadi (che io e un paio di altri abbiamo perso dovendo lavorare ad una scadenza) l'intero gruppo ha lasciato l'immensa metropoli e si e' imbarcato per un volo di 4 ore attraverso il paese. Meta: Lijiang, nella parte sud-ovest del paese.

Lijiang e’ un posto assolutamente straordinario. Sembra uscito pari pari da un libro sulla Cina di cent’anni fa, con le case in legno, lanterne rosse appese ad ogni angolo, negozi che vendono splendida seta e immense montagne coperte di neve a fare da cornice. La citta’ vecchia e’ Patrimonio Mondiale dell’Unesco, ma al di la’ dell’incredibile bellezza del luogo e’ la sua posizione – incastonato tra Burma, il Vietnam e il Tibet – a renderlo un unico. Ben 12 gruppi etnici convivono pacificamente nella provincia, rendendo il luogo un crocevia interessantissimo, pieno di cultura e tradizioni diverse dal resto del paese.




I negozi della citta' vecchia. Solo prodotti dell'artigianato locale in vendita, niente assurdita' da turisti come in molte altre citta' storiche
La scrittura dongba
L'entrata del nostro splendido albergo, nel cuore della citta' vecchia
La mia camera.
Il Team Micronesia temporaneamente riunito: io, Ricky e Bill

A cena fuori indossando gli spendidi scialli in lana regalatoci dai colleghi di TNC Cina.
Cena ad un locale "agriturismo". Per tutto il viaggio il cibo e' stato fenomenale, con un'incredibile quantita' e varieta' di prodotti freschissimi. Spendide sculture e intarsi adornano porte e finestre. I motivi tratti dalla natura sono onnipresenti.
Un'anziana del posto ci da il benvenuto nella sua casa, dove TNC ha installato bio-tecnologie che permettono di cucinare secondo le tecniche tradizionali ma senza legna. La quantita' di legname destinato alla preparazione del cibo e' enorme e la deforestazione sta causando enormi problemi idro-geologici con frane, slavine e conseguenti occlusioni e contaminazioni delle fonti acquifere.
L'entrata della citta' vecchia, paradiso di 5 km quadrati vietato alle auto.

Le spendide sete. Ho acquistato pashmine stupende per me e le baby-sitters che si sono occupate di Sebastian mentre io ero via: mia mamma, mia sorella Lucia e mia cognata Fiorella.

Attraversata da canali dove scorre limpidissima acqua proveniente dalle montagne, Lijian e' anche chiamata "la Venezia della Cina". Devo dire che anche se gli stili sono diversi, passeggiare per la citta' e' come fare un salto nel tempo. Pochissimi anche i turisti occidentali, anche se il luogo pullulava di visitatori cinesi.

Lo spendido ufficio di TNC nel centro storico di Lijiang. Il governo locale e' in tali rapporti con l'organizzazione che le ha affidato un intero edificio ad un affitto puramente simbolico. In cambio TNC ospita al pian terreno un centro culturale ed espositivo sulla natura del luogo.

Lijiang bel 1920 e nel 2002... nonostante l'inevitabile sviluppo, la citta' e' rimasta splendida e la natura assulutamente spettacolare.
Danze in nostro onore in un locale tibetano. La convivenza di cosi' tante culture in un solo luogo e' stata una vera sorpresa e un'incredibile boccata d'ossigeno e tolleranza.

Due mie colleghe cinesi... splendide e dolcissime entrambe.
E visto come il viaggio era iniziato, mica poteva finire tutto liscio... Nove di noi sono rimasti bloccati all'aeroporto dal maltempo per 6 ore, perdendo tutte le coincidenze a Pechino. O meglio quasi tutte... io sono stata l'unica fortunata e sono riuscita a salire sull'aereo per l'Europa che stavano letteralmente chiudendo le porte. Qui sotto Ariel e Simon indaffarati a discutere i possibili voli con le compagnie aeree.

13 luglio 2007

Il parco centrale

Da casa nostra possiamo accedere in pochi minuti a tre grandi parchi. Due sono dei bei quadrati che si toccano ad un angolo in pienissimo centro citta', con tante fontane, chiese, panchine e un intrico di stradine per passeggiare. Sempre frequentatissimi, sono l'ideale per una boccata d'aria e un po' di intrattenimento gratuito. Succede sempre qualcosa: matrimoni, servizi fotografici, interviste. E poi ci sono i divertimenti per Sebastian.

La bella chiesa ortodossa
Un giretto sul leone di marmo
Gli scivoli!
Ops, fermato in tempo... mancata manutenzione o uno dei vecchi metodi sovietici per rafforzare il carattere?
Auto in legno, carinissima
Interviste della TV nazionale
Bambini dell'asilo al parco. Le bimbe vestono spesso con degli abitini corti anni '50 e sandali, veramente carinissime
Sebastian osserva l'addetto della manutenzione che svuota la fontana
A fontana spenta si puo' saliere in cima!
Giro in macchinina. Poiche' sono troppo grandi e non c'e' una pista vera e propria, un ragazzino accompagna i piccoli nei loro giri. E' buffo vedere questi poveri sgambettare di fianco alle auto tra la folla

Il grande parco dietro casa

Proprio dietro casa nostra, ad una cinquantina di metri dal cancello, inizia il piu' grande parco di Chisinau. Una cosa immensa, ci vogliono ore a girarlo, che scende verso un fondovalle con un enorme lago artificiale. Vorrei andarci piu' spesso, ma a Sebastian l'enorme scalinata d'accesso mica piace tanto, in particolare al ritorno.

Gli edifici ad una delle due entrate ospitano dei bar.
L'infinita scalinata di accesso, conta centinaia e centinaia di scalini, fino a che lo sguardo arriva nella foto. Una volta ho dovuto portare su Sebastian addormentato sul passeggino... Matt se le ricorda ancora le imprecazioni...
Un intrico di stradine dentro al parco. I parchi non sono visti come luoghi per combinare cose illegali e sono sempre pieni di gente che legge, chiacchiera, passeggia o semplicemente guarda gli altri.
Altre scalinate... L'aspetto un po' abbandonato dei parchi contribuisce a farli sentire 'veri', come se si camminasse tra i boschi piuttosto che in centro citta'.

29 giugno 2007

La nostra strada

Eccola qui, Str. Iorga. Si trova tra due dei piu' grandi parchi della citta', ombreggiata da grandi alberi e costeggiata da un misto di case eleganti, palazzine sovietiche e normali casette come la nostra, alcune delle quali hanno cancelli d'entrata con buffi pinnacoli.

Eccoci in MOLDOVA!

Dopo un breve viaggio (se paragonato alle traversate transatlantiche a cui eravamo abituati in Micronesia) io e Sebastian siamo arrivati in Moldova il 19 giugno. Ad accoglierci un bel sole e la nostra nuova casa, in pieno centro di Chisinau. Eccola qui sotto, quella al centro dietro al cancello verde. E' tutta nostra, tutti e tre i piani piu' il giardino: salotto con camino, cucina, 2 bagni, 2 camere, uno studio e un grande attico con la moquette. Un angolino incredibilmente tranquillo in pieno centro citta', a due passi dall'ambasciata americana e quella britannica, in una zona dove e' quasi impossibile avere piu' di un appartamento.
Il mio angolo preferito e' il tavolo in giardino, in un angolo con la staccionata verde come in una casa inglese, all'ombra di un grande ciliegio. Qui consumiamo tutti i nostri pasti e i momenti liberi dal lavoro e il gioco.
La nostra stradina. I sovietici piantarono innumerevoli alberi lungo le vie di Chisinau e ora questi giganti verdi distanti tra loro solo pochi metri rendono la citta' un vero gioiello e ogni passeggiata un piacere.

13 giugno 2007

Per lavoro a La Maddalena

Agli inizi di giugno il lavoro mi ha portato a Roma e poi a La Maddalena in Sardegna -- come sempre mi capita la fortuna di vedere i posti piu' belli... capita quando ci si occupa di ambiente.

Le spettacolari formazioni di granito. Tutto l'arcipelago e' formato da queste rocce, anche se ora che e' parco nazionale lo si puo' utilizzare solo per specifiche costruzioni.
Cale e calette... siamo stati in giro per l'intera giornata con il direttore del parco, che ci sta aiutando ad organizzare il meeting mondiale di pianificazione del lavoro in ambito insulare che avra' luogo a settembre.
Sabato 2 giugno era festa nazionale, ma qui si festeggia Garibaldi con un affetto tutto particolare, considerato che Caprera si trova nell'arcipelago.
La mitica Palau, da cui si prende il traghetto per La Maddalena e che noi stiamo cercando di gemellare con la Palau in Micronesia.